Il Radar di Roma

Un radar meteorologico permette di rilevare in tempo reale i fenomeni di precipitazione in atto, di misurare la velocità del vento e di fare previsioni per le prossime ore (nowcasting). Il suo impiego presenta alcuni sostanziali vantaggi rispetto a quanto si può ottenere con una rete di stazioni pluviometriche. Il radar meteorologico offre infatti le seguenti opportunità:

Fondamentalmente un radar meteorologico misura la potenza elettromagnetica ricevuta da una nube quando questa è investita da un'onda elettromagnetica trasmessa di caratteristiche (ampiezza, frequenza e polarizzazione) note. La misura della potenza ricevuta, ovvero della riflettività Z fornisce un indicazione sull'intensità della precipitazione in atto, esistono infatti leggi fisiche o empiriche, che a partire da Z (in dBz) forniscono l'intensità di precipitazione istantanea R (in mm/h).

Il radar di Roma, locato presso il Centro Funzionale della Regione Lazio, è un sistema innovativo, in banda X, progettato per il monitoraggio in tempo reale dei fenomeni meteorologici in zone non raggiunte dalla copertura delle reti radar tradizionali e per applicazioni di meteorologia urbana. La banda X garantisce ottime prestazioni per la caratterizzazione del fenomeno meteorologico su scala locale a costi di acquisto, d'installazione, ingombro e di esercizio molto limitati.

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A causa del fatto che l'antenna ruotando punta ad una certa elevazione, i dati normalmente si riferiscono ad una serie di superfici coniche il cui vertice coincide con il radar.

Un PPI (Plan Position Indicator) e' semplicemente la proiezione di una di queste superfici, caratterizzata dal valore dell'elevazione, su un piano parallelo al terreno. Un PPI e' il piu' semplice prodotto da generare, ma occorre sempre tener presente che l'altitudine alla quale un dato si riferisce e' funzione della sua distanza dal radar, un insieme di PPI costituisce un volume di dati.

Per i meteorologi, sarebbe preferibile poter disporre di una mappa riferita ad un'altitudine costante. Tale mappa e' un CAPPI (Constant Altitude PPI) ed e' molto piu' complessa da ottenere rispetto un PPI. Il CAPPI non puo' essere fatto in tempo reale, poiche' e' necessario disporre dei dati dell'intero volume e puo' essere costruito solamente dopo la fine dell'acquisizione del volume radar.

Il VMI (Vertical Maximum Indicator) rappresenta il massimo valore di riflettività sulla verticale di ogni punto. E' la mappa che meglio di ogni altra si presta a descrivere la situazione meteorologica generale sull'area coperta dal radar ed anch'essa è ottenuta a partire dal volume di dati. In genere è visualizzata insieme ad i massimi lungo le due direzioni orizzontali (Nord-Sud e Est-Ovest) questo per avere una descrizione più completa del fenomeno, in questo caso si parla di HVMI (Horizontal Vertical Maximum Indicator).

La quota (in chilometri) dei massimi di riflettività del VMI, può essere visualizzata mediante una mappa chiamata Echo VMI. Può essere utile per valutare la quota delle nubi precipitanti e può trovare applicazione in campo aeronautico.

Una mappa con i valori di riflettività più prossimi al terreno, chiamata LBM (Lowest Bin Map) viene usata di solito per stimare la precipitazione a terra. La quota (in chilometri) dei bin che costituiscono il LBM, può essere visualizzata mediante una mappa chiamata Echo LBM. Può essere utile per valutare la quota delle nubi precipitanti più prossime al suolo viste dal radar.

Il VCUT è una sezione verticale del volume radar, che ci consente di visualizzare l'altezza e la disposizione delle nubi su un piano verticale. Vengono visualizzati un VCUT lungo la direzione (ovvero l'azimuth) di massima intensità di precipitazione e un altro lungo la direzione con più precipitazione in atto.

Il VPR ci dà un'idea di come varia la riflettività al variare della quota, utile ad esempio per riconoscere il tipo di precipitazione (stratiforme o convettiva). Viene visualizzato un VPR medio relativo all'intero volume.